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Pillole forestali

Pillole forestali dall’Italia #32 - Politica, legno, comunicazione e altre notizie di febbraio

Pillole forestali dall’Italia #32 - Politica, legno, comunicazione e altre notizie di febbraio

Ciao a tutte e a tutti e benvenuti all'edizione numero 32 di “Pillole forestali dall’Italia”, l’appuntamento quindicinale che vi descrive e commenta 5 tra le principali notizie su foreste e legno in Italia selezionate dalla redazione di Sherwood, sia in forma scritta che come podcast.

Questa rubrica è sponsorizzata da FSC®Italia e PEFC Italiache ringraziamo per aver scelto di sostenere il nostro lavoro. 

Preferisci ascoltare o leggere?

Ecco la versione PODCAST (la trovi anche su tutte le piattaforme come Spreaker e Spotify):

Qui invece le notizie da LEGGERE:

UNA NUOVA LEGGE SULLA MONTAGNA. E LE FORESTE?

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Lo scorso ottobre, il Ministro Calderoli ha annunciato l’approvazione in via preliminare, da parte del Consiglio dei Ministri, di un “Disegno di legge per riconoscimento e la promozione delle zone montane”. Il provvedimento dovrebbe definire esattamente cosa significa “montagna” dal punto di vista legislativo e stanziare, per le aree che ricadranno in tale definizione, “importanti misure a sostegno dei territori”.

Dopo questo annuncio UNCEM - Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, si è immediatamente mobilitata per raccogliere, attraverso un questionario, le necessità e le urgenze dei territori in previsione della discussione in Parlamento della nuova Legge. I risultati di questa indagine sono stati raccolti in un Report di oltre 70 pagine in cui UNCEM indica al Governo le proposte di modifica al testo, nuovi temi da inserire nell’articolato e, infine, i risultati dell’indagine.

Nel Report UNCEM, le parole legate al tema foresta-legno ritornano un centinaio di volte, segno evidente che il nostro settore e le filiere ad esso connesse sono molto presenti in questo dibatto. Analizzando unicamente le proposte specifiche collegate ai 23 articoli del disegno di legge, è possibile riassumere in questi punti le principali richieste di UNCEM per quanto riguarda il solo settore forestale:

  • si chiede l’introduzione di una norma di coordinamento che impegni le Regioni ad adeguare la propria legislazione in materia di montagna e foreste, sottolineando che a seguito del TUFF ancora molte Regioni non si sono adeguate;
  • viene chiesta l’eliminazione dal testo della necessità di “linee guida” per “l’uso razionale di sistemi ago-silvo-pastorali”, essendo già presenti molti documenti di indirizzo strategico su questo tema;
  • viene chiesto di definire in modo chiaro, nel testo della legge, cosa si intende per “servizi ecosistemici ambientali”;
  • viene suggerito di prevedere una specifica delega al Governo per l'introduzione di sistemi di remunerazione dei servizi ecosistemici e ambientali, all’interno dei quali quelli forestali sono ovviamente tra i più importanti;
  • vengono infine proposti incentivi per favorire la formazione professionale e l'aggiornamento tecnico, prioritariamente per giovani fino a 35 anni operanti nel settore forestale e nelle sue filiere;

Ma il Report è tanto, tanto altro. Sono davvero numerose le richieste e le proposte aggiuntive a quanto previsto dal testo, al momento abbastanza scarno, del Ddl Calderoli, anche in campo forestale. Vi consigliamo quindi di leggerlo, in particolare se vi interessa il tema della politica forestale.

Segnaliamo tra l’altro che sempre UNCEM ha lavorato a specifiche proposte sulla montanga in vista delle elezioni in Sardegna. Anche in questo caso il tema forestale è decisamente presente e importante.

Per approfondire:

UNO STUDIO CHE FA RIFLETTERE

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Nelle scorse settimane Rete Clima ha pubblicato i risultati di un interessante studio riguardate la posizione e la percezione di un campione rappresentativo di aziende italiane rispetto al valore della biodiversità forestale. Sono risultati che fanno riflettere perché, come ha suggerito proprio Rete Clima nel presentarli, “offrono una serie di indicazioni chiare, evidenziando un divario tra percezione e realtà rispetto allo stato delle foreste italiane”.

Ad esempio, dallo studio si evince come il 52% delle aziende sia convinto che la superficie forestale del nostro paese è diminuita o drasticamente diminuita negli ultimi decenni, quando sappiamo che, al contrario, è molto aumentata. Solamente il 2% delle aziende considera invece gli incendi boschivi un tema di considerevole peso: un dato davvero impressionante dopo anni in cui i grandi incendi, in Italia, Europa e nel resto del mondo, sono finiti sulle prime pagine di tutti i giornali.

Per quanto riguarda le foreste urbane, soltanto il 30% degli intervistati ne ritiene importante la conservazione, il ripristino e la tutela; solo il 24% ne riconosce l’importanza per la salute ambientale e per il contrasto all’inquinamento e addirittura un risicato 14% vede un loro ruolo importante nella tutela della biodiversità. Nessuno degli intervistati ritiene invece che il verde urbano possa avere un valore economico.

Dopo questi numeri evidentemente problematici un sospiro di sollievo viene invece da altri due risultati: Il 64% delle aziende suggerisce la necessità di una gestione forestale più attiva rispetto a quella attuale e il 78% afferma che la tutela della biodiversità può aiutare a contrastare il cambiamento climatico e viceversa.

Insomma, dallo studio di Rete Clima esce un quadro eterogeneo, che mette in luce una conoscenza ancora troppo carente su tanti aspetti legati ad alberi e foreste. Come suggerisce Paolo Viganò, Fondatore e Presidente di Rete Clima, c’è ancora tantissimo lavoro da fare per sensibilizzare le aziende su questi temi. È un lavoro culturale importante, che si collega anche ai potenziali mercati dei crediti di carbonio e di sostenibilità e che può avere una riceduta, a cascata, sulla percezione dei cittadini (i clienti delle aziende stesse).

Evidentemente non si fa ancora abbastanza. Su questo, come settore, non dobbiamo mai smettere di interrogarci: ognuno di noi può fare la sua piccola-grande parte.  

Per approfondire:  

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UN CENTRO PER LA FORMAZIONE E LA DIVULGAZIONE SUL LEGNO

E ora un’iniziativa interessante legata al legno locale che viene dal Friuli-Venezia Giulia.

A Pontebba, in provincia di Udine, nascerà infatti un centro regionale dedicato alla cultura del legno e alla lavorazione del legno locale. La notizia è stata data da Stefano Zanier, Assessore regionale alle Risorse agroalimentari, forestali e ittiche. Il Polo sorgerà lungo lo storico ex confine tra Italia e Austria che fu per molti anni sede di una segheria: un’area in disuso da decenni che sarà completamente recuperata.

Il progetto, condiviso tra Regione, Comune di Pontebba, Cluster Legno Arredo Casa FVG e Legno servizi, prevede un investimento di 1,2 milioni di euro che derivano dal programma di concertazione per lo sviluppo dei territori a cui si sommano ulteriori 500 mila euro derivanti dal programma Interreg.

Si prevede la realizzazione di uno uno spazio didattico-divulgativo ed esperienziale, che avrà la finalità di far conoscere la filiera foresta-legno anche ai tanti turisti che d’estate percorrono la ciclovia Alpe Adria o raggiungono la zona per vacanze ed escursioni. Saranno realizzati poi una falegnameria didattica regionale, con finalità anche formative e divulgative per l'area montana, un'area outdoor di accoglienza dei cicloturisti e strutture ricettive temporanee.

“Pensiamo a un centro divulgativo permanente dall'alto valore architettonico, dove l'immagine del legno regionale e nazionale ne esca rafforzata sullo scenario europeo e internazionale”, spiega il direttore del Cluster Legno Arredo Casa FVG Carlo Piemonte, “un centro dedicato alla valorizzazione del legno di montagna in chiave moderna che metta a sistema tutte le competenze sviluppate a beneficio sia del territorio, dei giovani in particolare, sia dei turisti”.

Un’operazione, insomma, che è al tempo stesso rivolta alla comunità e a chi vive il luogo saltuariamente, basata sul legno locale sia dal punto di vista formativo, quindi in prospettiva occupazionale per i giovani, sia da quello culturale, anche in chiave di marketing territoriale. Le premesse sono davvero interessanti: ci auguriamo che altre esperienze del genere possano fiorire sulle Alpi e, perché no, anche in Appennino.

Per approfondire: 

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LEGNO PREMIATO A KLIMAHOUSE

Parliamo ancora di legno, con un’iniziativa molto interessante che è arrivata alla sua seconda edizione.

Si tratta del “Wood Architecture Prize”, il primo premio nazionale per l’architettura in legno istituito da Fiera Bolzano in collaborazione con il Politecnico di Torino, lo IUAV di Venezia e PEFC Italia. Obiettivo del premio è: “Promuovere la ricerca di processi progettuali e costruttivi incentrati sul legno che rispondano ai criteri internazionali imposti dalle pressanti sfide climatiche e di sostenibilità ambientale”.

A Klimahouse 2024, la fiera sull’abitare sostenibile, si è svolta la cerimonia di premiazione, che ha visto sette progetti premiati su oltre 80 partecipanti. Tre progetti rappresentano i vincitori: uno per la categoria “architettura privata” e due ex-aequo per la categoria “architettura pubblica”; quattro invece solo le menzioni speciali.

Il premio “Architettura privata” è stato assegnato alla realizzazione chiamata “Casa del custode”, ubicata in provincia di Bologna. Si tratta di una struttura a padiglione semplice, modulare, basata sull’accostamento di tre soli elementi: la struttura intelaiata lignea, i pannelli in vetro e il pavimento in graniglia veneziana. Un intervento che i giudici hanno definito “rigoroso e poetico, dalle linee essenziali”. L’efficacia dell’opera si riscontra anche nella sua flessibilità d’uso: pensata come guardiania, è utilizzata come spazio di socializzazione riabilitativa per utenti affetti da disturbi dell’alimentazione.

Per quanto riguarda l’“Architettura pubblica” sono stati premiati due progetti. Il primo è una riqualificazione di vecchi baraccamenti militari trasformati in edifici terapeutici, il secondo è invece un’opera di grandi dimensioni, un centro polifunzionale dedicato all’innovazione, che utilizza la struttura lignea a vista (un sistema travi-pilastri), in combinazione con altri materiali (cemento armato, metallo e vetro).

 

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Vi invitiamo a scoprire tutti gli altri progetti: le quattro menzioni speciali e gli altri cinque della lista dei finalisti. Osservarli è un piacere per gli occhi, ma soprattutto ci rende consapevoli di quanto il legno, materia prima da troppi ancora considerata come “legata al passato”, sia in realtà al centro di una tendenza crescente connessa all’innovazione, alla sperimentazione e alla sensibilità ambientale dei progettisti. Creare nuove sinergie tra il legno delle foreste italiane e questo trend contemporaneo sarà una delle chiavi irrinunciabili per lo sviluppo del nostro settore.

Per approfondire:

FORESTE FRIULANE NELLA NUOVA PUNTATA DI ADAPTATION

Terminiamo queste pillole, come sempre, con una curiosità che in questo caso si riconnette alla seconda notizia.

Si tratta di due brevi video pubblicati all’interno di un webdoc che da alcuni anni si sta aggiornando nel tempo con contenuti sempre molto interessanti e ben realizzati. Si tratta di “Adaptation”, il progetto di “constructive journalism” del giornalista Marco Merola, una forma di narrazione che si concentra sul positivo che può nascere dal negativo e sulla ricerca di soluzioni.

Abbiamo già parlato su Sherwood di questo progetto con una recensione e un’intervista all’autore.

Nella nuova puntata di Adaptation, dedicata al Friuli-Venezia Giulia, si parla anche di foreste. Uno dei capitoli del webdoc, intitolato “Scrigni d’alta quota”, oltre ad ospitare contenuti relativi alla situazione dei ghiacciai e alla reitroduzione della lince, tratta anche dell’esperienza del Consorzio Boschi Carnici. Attraverso due video interviste viene raccontata la proposta di forest sharing rivolta dal Consorzio alle proprietà private nell’ambito del progetto NETFo e un esempio di vendita dei crediti di carbonio a un’azienda locale che si occupa del servizio idrico, un altro tema molto interessante e attuale.

 

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È importante constatare come finalmente anche la gestione forestale stia entrando, piano piano, nella narrazione sulle Terre alte, in particolare in quella legata alla crisi climatica e alle attività che possono permettere un maggiore adattamento della società e del territorio. Da anni ci diciamo quanto sia importante iniziare a far conoscere più e meglio non solo le foreste, ma anche il nostro lavoro, il nostro ruolo, i servizi che generiamo per la società; oltre a un buon esempio, quindi, questa parte di documentario può essere da monito per tutti i gestori forestali: è importante esserci, tutti possiamo contribuire al fine di portare buona informazione sul nostro settore! 

Due novità importanti che meritano di essere segnalate:

Per questa edizione di Pillole forestali dall'Italia è tutto!

Vi ricordiamo che anche voi potete contribuire a questa rubrica, inviando notizie di attualità su foreste e legno all'indirizzo:  

Alla prossima edizione!

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